Morta la sociologa sarda Anna Oppo

È scomparsa all'età di 81 anni Anna Oppo, docente di sociologia all'Università di Cagliari, intellettuale attiva tra la Sardegna e la Penisola, conosciuta per la sua capacità di analisi dei fenomeni e per una spiccata sensibilità sui temi delle donne. Laureata in Scienze politiche con specializzazioni successive a Bologna e in California, prima di approdare a Cagliari, al Dipartimento di Ricerche Economiche e Sociali, aveva insegnato a Urbino e Bologna. "La morte di Anna segna una grave perdita per il mondo accademico e culturale sardo che potrà essere attenuata solo dal ricordo del suo impegno e dal nostro lavoro nella direzione che ci ha indicato", scrivono sul sito internet dell'Ateneo del capoluogo le sue ex colleghe e colleghi. "Nella prima fase della sua attività di ricercatrice gli interessi si sono indirizzati verso alcuni problemi classici della sociologia politica quali l'organizzazione e il ruolo dei partiti in diversi regimi e la partecipazione politica nei regimi democratici - ricordano - La sua sensibilità femminista, testimoniata anche dall'adesione al movimento degli anni '70, ha influenzato le sue ricerche che si sono progressivamente indirizzate verso lo studio del funzionamento delle strutture di genere in ambito lavorativo, familiare e politico, con particolare attenzione alla realtà sarda di cui era profonda conoscitrice. I suoi studi pioneristici sulla famiglia costituiscono ancora oggi un riferimento per gli studiosi di scienze sociali". Importante il contributo di Anna Oppo alla ricerca socio-linguistica sulla lingua sarda, agli studi sulla bassa fecondità in Sardegna e in Italia e alla divisione sessuale del lavoro. "Intere generazioni di giovani sardi che l'hanno incontrata dentro e fuori dalle aule universitarie ne hanno apprezzato la capacità di analisi della società a cui guardava sempre con uno sguardo originale - sottolineano ancora i suoi ex colleghi - ma anche la disponibilità che riservava a ciascun interlocutore. Il suo alto profilo intellettuale si accompagnava ad una sensibilità non comune che ne facevano una amica generosa, attenta e accogliente alle vicende umane di tutti e ciascuno".

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